Il biologico cambia canale: il supermercato (47%) batte i negozi specializzati (18%)

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RAPPORTO BIO BANK

I consumatori preferiscono comprare alimenti bio nella catene della Gdo. Cresce il numero di prodotti a marchio: si è passati dai 4.300 del 2018 ai 4.700 del 2019, segnando un +8%. In testa Coop, Esselunga e Pam Panorama

di L.Ben.

(Iryna – stock.adobe.com)

I consumatori preferiscono comprare alimenti bio nella catene della Gdo. Cresce il numero di prodotti a marchio: si è passati dai 4.300 del 2018 ai 4.700 del 2019, segnando un +8%. In testa Coop, Esselunga e Pam Panorama

2′ di lettura

Il carrello con i prodotti biologici comprati nella grande distribuzione supera, nelle preferenze dei consumatori, quello dei negozi specializzati anche grazie all’incremento dell’offerta delle referenze a marchio. Lo riferisce la quinta edizione del rapporto “Focus Bio Bank – Supermercati e specializzati 2020” realizzato da Rosa Maria Bertino insieme ad Achille ed Emanuele Mingozzi. “In dieci anni – spiega Rosa Maria Bertino – i supermercati sono diventati la forza motrice del bio con una quota di mercato passata dal 27 al 47%. Parallelamente la quota dei negozi specializzati è passata dal 45 al 18%. Il fatturato delle vendite di alimenti biologici nella Gdo nel 2020 è stimato in 2 miliardi di euro ma rallenta il ritmo di crescita: +2% nel 2019, +5% nel 2020, mentre negli anni precedenti si viaggiava a due cifre. E cresce anche il numero di prodotti bio a marchio della grande distribuzione: si è passati dai 4.300 del 2018 ai 4.700 del 2019, segnando un +8%”.

I meno forniti i discount

Tra le 23 catene censite nel rapporto le prime tre sono Coop con 750 referenze bio a marchio, seguita da Esselunga con 485 e Pam Panorama con 366. “Solo nove catene hanno meno di 100 referenze e si tratta in gran parte di discount – aggiunge ancora la Bertino -. Sono 8 le catene censite con alimenti equosolidali presenti nelle proprie marche. Avanzano anche le marche della cosmesi bio o naturale, presenti in 11 catene. Una crescita frenata dalla mancanza di una normativa europea e dalla scorciatoia facile del prodotto un po’ più “verde” ma non certificato”.

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In crescita le aggregazioni

Intanto nel segmento dei negozi specializzati dopo la flessione delle quote di mercato (il fatturato però è ancora di 924 milioni di euro, +8% nel 2020) crescono le aggregazioni. I negozi bio nel 2019 sono 1.339 (-1%) il che segnala un rallentamento nel fenomeno delle chiusure. Tuttavia resta elevato il turnover, con più di 200 negozi in entrata e altrettanti in uscita. A gettare la spugna sono soprattutto i piccoli negozi mentre aumentano quelli con superfici oltre i 150 metri quadrati. Una forte razionalizzazione è in atto nelle reti Cuorebio e NaturaSì e l’acquisizione di Biobottega e Piacere Terra, passati a NaturaSì. Si concentra così ulteriormente il già ristretto panorama delle catene specializzate in Italia.